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Venerdì, 11 Gennaio 2019 15:13

Contributi inps e fallimento del datore di lavoro L. n. 153 del 1969, art. 39

Cosa fare in caso di mancato pagamento. In caso di omissione contributiva a carico della società datrice di lavoro il diritto del lavoro appresta specifici strumenti di tutela, in primo luogo con la L. n. 153 del 1969, art. 39 che recita

In caso di omissione contributiva a carico della società datrice di lavoro il diritto del lavoro appresta specifici strumenti di tutela, in primo luogo con la L. n. 153 del 1969, art. 39 che recita "Nei casi di fallimento.... Allorchè si verifichino omissioni contributive nell'AGO, è consentito l'accredito dei relativi contributi non prescritti, in favore dei lavoratori interessati, mediante prelievo delle somme corrispondenti ai contributi base e di adeguamento, dalle riserve delle rispettive gestioni".

Questa disposizione consentiva quindi, nei casi di omissione contributiva di azienda fallita, l'accreditamento, da parte dell'Inps, dei contributi non versati, purchè non fossero prescritti. Maggior tutela è stata approntata dal D.Lgs. n. 80 del 1992, di attuazione della direttiva CEE in materia di tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro, perchè la garanzia prevista dalla precedente legge è stata estesa anche ai contributi prescritti. L'art. 3 del decreto legislativo citato prevede infatti che "1.

Nel caso in cui il datore di lavoro sottoposto ad una delle procedure di cui all'art. 1, comma 1, abbia omesso, in tutto o in parte, di versare i contributi per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti e non possa più versarli per sopravvenuta prescrizione, il lavoratore interessato, a condizione che non vi sia stata costituzione della rendita vitalizia ai sensi della L. 12 agosto 1962, n. 1338, art. 13, e il suo credito sia rimasto in tutto o in parte insoddisfatto in esito a una delle procedure indicate, può richiedere al competente istituto di previdenza e assistenza obbligatoria che ai fini del diritto e della misura della prestazione vengano considerati come versati i contributi omessi e prescritti. 2. Per poter conseguire la prestazione di cui al comma 1 il lavoratore è tenuto a fornire all'istituto competente documenti di data certa dai quali possa evincersi l'effettiva esistenza e la durata del rapporto di lavoro, nonchè la misura della retribuzione corrisposta al lavoratore medesimo qualora tale misura sia assunta come base per il calcolo della prestazione pensionistica.

Quando non sia possibile fornire la prova della misura della retribuzione si fa riferimento ai minimi salariali previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore. 3. L'istituto ha azione di regresso nei confronti del datore di lavoro inadempiente per l'equivalente della riserva matematica che a norma della L. 12 agosto 1962, n. 1338, art. 13, sarebbe stata necessaria per garantire la contribuzione omessa e prescritta. 4. La garanzia prevista dalle disposizioni che precedono opera nei confronti degli obblighi contributivi inerenti periodi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo". Invero nè la disposizione nel 1989, nè il D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 3 sopra riportato prevede che la omissione contributiva debba essere connessa e dipendente dal fallimento, mentre è sufficiente che l'omissione vi sia stata e che il datore di lavoro obbligato sia stato dichiarato fallito. Oltretutto, quando l'azienda datrice di lavoro viene dichiarata fallita, restano irrilevanti le ragioni che hanno determinato l'omissione contributiva. In tale contesto il lavoratore ha il diritto all’applicazione delle disposizioni citate (L. n. 153 del 1969, art. 39 per i contributi non prescritti e/o D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 30 per i contributi prescritti) con diritto all’integrale copertura contributiva.

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