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Giovedì, 21 Febbraio 2019 09:15

Sentenza n. 27/2019 del Tribunale di Verona, del 22 gennaio 2019

Inidoneità permanente allo svolgimento dell’attività lavorativa del socio di cooperativa – è illegittima l’unilaterale sospensione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato

Con la sentenza n. 27/2019 del Tribunale di Verona, pubblicata il 22 gennaio 2019 è stata dichiarata l’illegittimità del comportamento del datore di lavoro che ha unilateralmente sospeso senza retribuzione il lavoratore divenuto inidoneo alle mansioni di facchino a cui era addetto e ad altre di analoga natura implicanti la movimentazione manuale di carichi e l’effettuazione di lavoro in orario notturno.

Nel caso di specie il Tribunale di Verona, pur dichiarando legittima la sospensione degli effetti del contratto di lavoro, in pendenza della definitività dell’accertamento medico-legale, in attuazione degli obblighi derivanti dall’art. 2087 c.c., ha ritenuto illegittimo il successivo comportamento del datore di lavoro che nell’impossibilità di ricollocare il lavoratore, non ha proceduto alla risoluzione del rapporto di lavoro, consentendo così al dipendente di attivare le speciali tutele previste per il lavoratore subordinato che rimanga involontariamente privo di occupazione. Si legge nella motivazione della sentenza che la sospensione, anche genericamente intesa come non esecuzione del contratto di lavoro, a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, in vista di un evento futuro ed incerto, deve considerarsi irragionevole ed arbitraria.

La condotta tenuta dal datore di lavoro nel caso di specie è stata anche ritenuta contraria all’obbligo di buona fede nell’esecuzione del contratto in quanto a fronte dell’espressa richiesta e messa in mora, mediante offerta della prestazione lavorativa, è rimasto totalmente inerte.

E’ stato quindi accertato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno parametrato alla retribuzione minima prevista dal CCNL, con decorrenza dal momento della messa in mora del datore di lavoro e fino alla eventuale cessazione del rapporto o alla ripresa di un’attività lavorativa compatibile alle sopravvenute condizioni di salute del ricorrente.

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